ho sentito molto parlare del rimborso della cessione del quinto

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Ho già rinegoziato la mia cessione del quinto e la mia delega di pagamento e non sono sicura che la banca mi abbia fatto un conteggio corretto Un mio collega mi ha detto che ha ricevuto una somma inaspettata da una banca per la sua cessione del quinto
ho bisogno di un consulente per il rimborso della cessione del quinto

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Non so da dove cominciare per fare la richiesta; Non vorrei perdere tempo ne anticipare nessun costo per iniziarla Vorrei che un professionista esperto curi per me la richiesta di rimborso della mia cessione del quinto e che controlli il mio contratto per verificare quanto dovrà rimborsarmi la banca
ora chiedo informazioni sul rimborso della cessione del quinto

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Ho deciso di affidarmi a CDQ e richiedo informazioni ad un loro consulente per fare la mia richiesta di rimborso Chiamo il numero diretto 392/12.10.861 oppure compilo il FORM Il Team di esperti di CDQ ha preso in carico la mia richiesta
fantastico ho ricevuto il rimborso della cessione del quinto

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Ho veramente ricevuto dei soldi dalla mia banca recuperando le commissioni del prestito estinto e della polizza assicurativa connessa In molti casi il rimborso della cessione del quinto può superare la somma di mille euro Parlerò di CDQ ai miei colleghi e ai miei amici - Grazie CDQ

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Cessione del quinto

Esiste una particolare forma di prestito personale denominato cessione del quinto. Le principali peculiarità di questa tipologia di finanziamento, che non è finalizzato (ovvero non risulta necessario dichiarare i motivi per cui esso viene richiesto), consistono nel fatto che la rata da rimborsare non può eccedere il "quinto" dello stipendio, o della pensione, e che l'estinzione avviene attraverso la trattenuta diretta dalla busta paga o dalla pensione stessa.
Si tratta quindi di un prestito che, non ponendo particolari problemi all'istituto finanziario che lo eroga, in termini di sicurezza nell'incasso della rata da rimborsare, risulta molto facile ottenere, a patto che il richiedente sia un soggetto rientrante in una di queste 2 categorie: dipendente (pubblico o privato) oppure pensionato.

La cessione del quinto, difatti, è una tipologia di finanziamento il cui rimborso delle rate è garantito alla fonte: contrariamente a quanto avviene in un normale prestito personale, dove è il richiedente a provvedere al saldo del prestito, nella cessione del quinto la banca preleva le somme direttamente presso il datore di lavoro.
Val la pena, tra l'altro, far notare che in alcuni casi, come in quello del richiedente pensionato, o del dipendente pubblico, il datore di lavoro altri non è che lo stesso Stato Italiano: in tal caso l'istituto di credito non potrà che sentirsi ulteriormente garantito, e tranquillo, circa il rientro del prestito.

Esistono delle limitazioni per poter richiedere la cessione del quinto.
Innanzitutto, per questa tipologia di finanziamento esiste una durata massima che, generalmente, è di 120 mesi, così come esiste un importo massimo finanziabile. Quest'ultimo è determinato in relazione all'entità della pensione (per i pensionati) oppure dello stipendio, unitamente al TFR maturato (per i dipendenti).

Un'ulteriore limitazione consiste nel fatto che, in caso di dipendente in forza con un contratto a tempo determinato, la durata del finanziamento non può eccedere quella dello stesso contratto di lavoro.

Richiedere una cessione del quinto non prevede la presentazione di alcuna garanzia accessoria (come fideiussioni, ipoteche o terzi garanti) in quanto lo stipendio (ed il TFR), o il cedolino pensione, sono sufficienti a garantire l'istituto finanziario.
Tuttavia, per quanto riguarda i dipendenti provenienti dal settore privato, l'istituto finanziario, prima di erogare il prestito, effettuerà una valutazione dell'azienda datrice di lavoro prendendo in esame, innanzitutto, dati sensibili quali il capitale sociale ed il numero di dipendenti. Questo perché le aziende private, soggette al mercato, possono presentare delle criticità in materia di solidità e di precisione nei pagamenti. Un altro elemento che viene preso spesso in considerazione, nel caso di cessione del quinto a favore di dipendenti del settore privato, è la storicità di altre cessioni erogate a dipendenti della stessa azienda.
Il fatto è che durante la vita lavorativa del dipendente del settore privato possono avvenire dei fatti, o imprevisti, che possono porre il beneficiario della cessione del quinto nella spiacevole condizione di non poter più far fronte alle rate del prestito.
In caso di licenziamento (o di dimissioni), difatti, improvvisamente viene meno uno degli elementi cardine della cessione del quinto: la busta paga. In questi casi,il datore di lavoro non ha la responsabilità di far fronte alle rate a scadere, o scadute, in quanto egli rappresenta esclusivamente un soggetto "incaricato" del pagamento, però ha l'obbligo di trattenere le somme maturate dal dipendente stesso (come, ad esempio, quelle della liquidazione) e di versarle all'istituto finanziario.
A garanzia comunque del sopravvenire di vicende che possono portare all'interruzione della capacità di rimborso del prestito da parte del dipendente che ha beneficiato della cessione del quinto, viene sempre richiesta (sia ai dipendenti di aziende private, sia a quelli che provengono dal settore pubblico) una polizza assicurativa sulla vita e sul rischio impiego. Tale polizza può essere rilasciata, per entrambi le tipologie di dipendenti, da un'assicurazione privata, oppure dall'INPDAP esclusivamente per quelli del settore pubblico.

La particolare natura di prestito garantito alla fonte che contraddistingue la cessione del quinto permette che possano beneficiare di questa tipologia di finanziamento anche i soggetti che risultano iscritti al CRIF ed i protestati.
La storia creditizia del richiedente, anche nel caso egli risulti cattivo pagatore (avendo avuto in passato rate di finanziamenti insolute o pagate in ritardo) non incide difatti minimamente sulla fattibilità di erogazione del prestito, in quanto la busta paga (unitamente, come già detto, ad altri elementi quali, ad esempio, la maturazione del TFR) da sola risulta essere una garanzia sufficiente per l'istituto finanziario.
In definitiva, la cessione del quinto rappresenta, per coloro che hanno avuto problemi di segnalazione alla centrale rischi, l'unica via per accedere a nuovi prestiti.

Anche per quanto riguarda i tassi d'interesse, ed i costi in generale del finanziamento, va detto che entrambi risultano più convenienti rispetto a quelli di un normale prestito personale. Difatti i primi, detti anche TAN, cioè tasso annuale nominale, sono fissati per tutta la durata del finanziamento e non mutano mai, mentre i secondi vengono fatti rientrare fra le somme dovute all'istituto di credito, in percentuale all'importo del prestito, secondo il tasso annuo effettivo globale (TAEG). Il TAEG comprende sia il TAN, sia le spese del finanziamento, compresi i costi assicurativi.

La cessione del quinto può essere usata anche per accedere ad un'operazione di consolidamento debiti. Dove difatti esistano uno o più prestiti in corso, attraverso la cessione possono essere riunite in un'unica rata tutte le somme a scadere di altri finanziamenti, che in tal modo possono essere chiusi.
L'operazione di consolidamento debiti risponde anche ad un'esigenza di praticità, in quanto una comoda rata unica va a sostituire spesso molte scadenze, per finanziamenti che possono essere stati accesi anche presso più istituti di credito o finanziarie.

Esiste inoltre la possibilità di rinnovare la cessione del quinto, solitamente per ottenere della liquidità aggiuntiva. Difatti, chiedere un rinnovo della cessione significa attivarne una nuova, e mentre una parte della somma erogata servirà per chiudere il vecchio finanziamento, la parte rimanente entrerà invece nella disponibilità del richiedente. Risulta quindi abbastanza chiaro che la convenienza di un rinnovo della cessione del quinto è maggiore quando siano state già un buon numero di rate, in modo da avere un capitale residuo da restituire basso. Ma lo scopo di un rinnovo della cessione del quinto potrebbe anche essere quello di abbassare la rata di restituzione del finanziamento: questo obiettivo si può ottenere allungando la durata del prestito stesso.
Tuttavia un rinnovo della cessione non può essere richiesta prima che sia trascorso un lasso di tempo, dall'erogazione della prima cessione, corrispondente al 40% dell'intera durata del finanziamento: in pratica, per una cessione del quinto di durata decennale, il rinnovo può essere richiesto solo a partire dal quarto anno, il che significa che devono essere state pagate almeno 48 rate. Unica eccezione a questa regola è il caso in cui il tempi di restituzione del prestito vengono allungati da 60 a 120 mesi.

Talvolta, per diversi motivi, può essere richiesta invece l'estinzione anticipata della cessione del quinto.
In tal caso, la prima cosa da fare è quella di valutare la convenienza generale dell'operazione, tenendo conto delle somme che saranno dovute alla banca a titolo di penale, oltre, naturalmente, all'importo in capitale del debito residuo (non verranno invece richiesti gli interessi non maturati).
La penale, che rappresenta una sorta di risarcimento dovuto alla banca per i mancati introiti degli interessi dell'importo totale del prestito, è solitamente prevista dallo stesso contratto di stipula del contratto di finanziamento e non può eccedere la percentuale dell'1%. Tuttavia questa penale, al contrario di quanto avviene in un normale prestito personale, non sempre è prevista nello specifico caso di un finanziamento nella forma di cessione del quinto.
Una volta effettuata la richiesta di estinzione, l'istituto finanziario predisporrà il conteggio estintivo che, com'è facilmente intuibile, comprenderà l'importo del debito residuo (cioè la somma di tutte le rate a scadere) unitamente alla penale di estinzione anticipata.
Invece l'importo della polizza assicurativa sulla vita, di solito pagata dal richiedente in un'unica soluzione, viene rimborsata, anche se non sempre tempestivamente. Ove la banca non provveda a tale restituzione, può essere fatta una specifica richiesta all'istituto finanziario stesso oppure, eventualmente, all'arbitro bancario al fine di ottenere il rimborso.

Sia per la questione della richiesta di rimborso della cessione del quinto, sia per qualsiasi altra informazioni inerente questa particolare forma di prestito, la nostra azienda, che opera principalmente nel territorio umbro, offre appositi servizi di consulenza. Quanti fossero interessati ad un finanziamento nella forma della cessione del quinto possono rivolgersi ai nostri contatti.

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